Cosa cambia dal 2026
Dal periodo d’imposta 2026 il limite di deducibilità dei contributi alla previdenza complementare viene aumentato da 5.164,57 a 5.300 euro annui sul reddito complessivo. Si tratta di un’agevolazione fiscale che punta a incentivare l’adesione ai fondi pensione e la costruzione di una pensione integrativa a fianco della pensione pubblica.
Il tetto di 5.300 euro comprende:
- contributi versati dal lavoratore;
- contributi eventualmente versati dal datore di lavoro;
- quote accantonate in fondi pensione negoziali o aziendali.
Restano esclusi dal plafond i versamenti di TFR conferito alla previdenza complementare, che seguono regole fiscali dedicate.
Regole operative di deducibilità
La deducibilità dei contributi al fondo pensione riduce direttamente il reddito imponibile IRPEF entro il limite annuo di 5.300 euro. Se in un anno non si sfrutta completamente questo plafond, la parte non dedotta è persa e non può essere recuperata negli anni successivi, salvo correzione con dichiarazione integrativa riferita allo stesso periodo d’imposta.
I contributi versati per familiari fiscalmente a carico (come coniuge o figli) sono deducibili, sempre entro il limite complessivo di 5.300 euro, tenendo conto solo di quanto non già dedotto dal familiare stesso. Questa regola permette di concentrare la deduzione sul soggetto con l’aliquota IRPEF più elevata, ottimizzando il risparmio fiscale familiare.
Vantaggi extra per chi ha iniziato dopo il 1° gennaio 2007
Per i lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 continua a valere un regime agevolato di deducibilità dei contributi alla previdenza complementare. Nei primi cinque anni di partecipazione a un fondo pensione, se gli importi versati risultano inferiori al limite annuo, la differenza può essere recuperata nei vent’anni successivi attraverso un plafond aggiuntivo.
Esempio operativo:
- massimo teorico versabile e deducibile nei primi 5 anni: 5.300 × 5 = 26.500 euro;
- versato effettivo nei 5 anni: 15.000 euro;
- “credito di deducibilità” accumulato: 11.500 euro.
Dal sesto al venticinquesimo anno è possibile dedurre, oltre ai normali 5.300 euro, fino alla metà di tale limite (2.650 euro) a titolo di recupero, arrivando a un tetto massimo potenziale di 7.950 euro annui. Il contribuente non è obbligato a ripartire in modo uniforme il recupero, ma se il plafond aggiuntivo non viene sfruttato entro i vent’anni, la parte residua si perde definitivamente.
– Valuta con noi se stai sfruttando al massimo la deduzione dei contributi al fondo pensione e se rientri nel regime agevolato post-2007
– Richiedi una simulazione personalizzata del risparmio fiscale IRPEF legato alla previdenza complementare, confrontando diversi livelli di versamento fino al nuovo limite di 5.300 euro.
IKNOS BROKER: Più di un Intermediario
IKNOS BROKER è molto più di un intermediario: siamo un partner indipendente e strategico, pronto ad affiancare l’impresa nelle scelte di risk management. Anticipiamo i rischi, interpretiamo i bisogni e troviamo soluzioni su misura, con competenza, integrità e visione.
